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Una delle materie specialistiche trattate dallo Studio Legale Beatrici è il Diritto Canonico, in particolare le cause di nullità matrimoniali, con patrocinio da parte dell’Avv. Christian BEATRICI davanti al Tribunale Ecclesiastico Regionale Lombardo.

Spesso si parla impropriamente di “annullamento di matrimonio”; si tratta di un’espressione errata perché la Chiesa non ha la potestà di sciogliere un vincolo matrimoniale sorto validamente ed eventuali cause che hanno determinato il fallimento del coniugio non possono portare alla declaratoria di nullità.
E’ corretto invece parlare di “nullità di matrimonio”, in quanto lo stesso viene dichiarato nullo ab origine a causa di vizi del consenso, ovvero di cause ostative preesistenti o contestuali al momento del consenso; la conseguenza di tale declaratoria è ben riassunta dall’antico brocardo quod nullum est, nullum producit effectum.

Per la Chiesa cattolica, il matrimonio quando è celebrato validamente, è indissolubile. Tuttavia, c’è la possibilità che non sia tale, qualora, attraverso un regolare processo, si raggiunga la prova dell’esistenza di elementi che abbiano impedito la costituzione di un vincolo valido. Inoltre la dichiarazione di nullità produce effetti civili con l’espletamento delle procedure formali previste dall’ordinamento dello Stato in cui è stato contratto, fatti salvi i diritti dei figli nati nel corso del matrimonio; ciò significa che la sentenza di nullità pronunciata dal tribunale ecclesiastico deve essere riconosciuta valida nell’ambito dell’ordinamento civile. Se viene riconosciuta valida, il matrimonio è nullo anche per lo Stato e gli ex coniugi tornano nubili e celibi. Con ciò si elimina la causa di divorzio, dal momento che il vincolo del matrimonio non sussiste e si chiudono le pendenze (es. mantenimento del coniuge) davanti all’autorità della Chiesa e dello Stato.

Volendo stendere un sintetico e non esaustivo elenco di cause di nullità previste dal Codice di diritto canonico, si possono citare: la mancanza di sufficiente uso di ragione; grave difetto di discrezione del giudizio circa i diritti e doveri matrimoniali; impossibilità di assumere gli obblighi essenziali del matrimonio per cause di natura psichica; ignoranza sull’essenza del matrimonio; errore sulla persona o su una qualità essenziale e sostanziale del coniuge; errore, indotto con inganno su una qualità dell’altra parte che per sua natura può turbare in modo grave la comunione della vita coniugale; errore su proprietà essenziali del matrimonio o sulla sua dignità sacramentale; esclusione del matrimonio oppure di una delle sue finalità essenziali (fedeltà, indissolubilità del vincolo e procreazione); il matrimonio sotto condizione futura; violenza fisica e timore grave.

Per qualsiasi informazione più dettagliata, gli interessati possono rivolgersi allo studio ai contatti indicati.